A spasso per Riga

"Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi." (Henry David Thoreau)

Quando camminiamo, abbiamo una visione del mondo che ci circonda molto diversa rispetto a quando andiamo in macchina. Camminando noti ogni particolare, ti fermi ad osservare ogni singolo dettaglio di quello che hai davanti a te e scopri ogni giorno cose alle quali non avevi mai fatto caso prima di allora.

L’espressione italiana “andare a spasso” si usa proprio quando si vuole fare una passeggiata per svago, per prendersi del tempo e osservare ciò che ci circonda. In questa rubrica andremo a spasso per la città, a fare un giro tra i suoi vicoletti, i suoi musei e le sue spiagge. E allora che stiamo aspettando? Andiamo insieme a spasso per Riga!

 


“Più dei motori possono i cuori...”

(Testo: Gian Mario Rigano)


Con questa citazione, dal celebre poeta italiano Gabriele D’Annunzio, voglio iniziare a raccontare del Museo dell’Automobile di Riga. Costruito nel 1989 ad opera dell’architetto Viktors Valgums, su iniziativa del Latvia Antique Automobile Club, è dal 1992 il polo museale dedicato ai motori più importante dei paesi baltici.



Riga e i suoi cittadini vantano un’importante passione per i veicoli antichi che hanno saputo proiettare all’interno di questo luogo. Ed è proprio questo amore che ha allestito le esposizioni al suo interno. La cura dei dettagli, i colori, le luci e l’atmosfera avvolgono il visitatore in un viaggio indietro nel tempo pur rimandendo fortemente ancorati al presente.




Il museo è composto da tre piani dove in ognuno dei quali è rappresentata una diversa tematica storica. Al piano terra possiamo ripercorrere la storia dell'automobile agli inizi del XX secolo e si possono ammirare le prime produzioni lettoni.



Il primo piano, invece, mette insieme i veicoli sportivi con le auto le auto di relevanza istituzionale e le opere dell'industria automobilistica sovietica.



In tema di auto da corsa, proprio in questo piano è possibile vedere una replica perfetta della storica Auto Union, guidata fra gli altri dal grande pilota italiano Tazio Nuvolari.



Fra le automobili di rilevanza istituzionale sono presenti anche un esemplare d’ordinanza della Repubblica Francese e la collezione di auto statali sovietiche, utilizzate per trasportare in modo sicuro ma allo stesso tempo lussuoso i diversi leader dell’Unione Sovietica.




Completa l’esposizione il piano seminterrato con una vasta gamma di mezzi pesanti di trasporto e veicoli speciali storici come camion dei pompieri e ambulanze.

Dal 2013 al 2016 il museo è stato temporaneamente chiuso per dei lavori di restyling della facciata esterna e per l’ammodernamento dei locali interni. Il 2 Luglio del 2016 è stato aperto nuovamente al pubblico con la nuova veste, che lo rende attualmente uno dei fiori all’occhiello nel panorama europeo dei musei destinati ai motori.

Nell’aggionamento della facciata esterna, inoltre, si è voluto appositamente ricalacare la forma dei cofani anteriori delle prime automobili.


Anche in questo particolare si può apprezzare il grande amore della Lettonia per le automobili e parafrasando le parole del poeta mi sento di chiudere dicendo, che il cuore può veramente realizzare quello che nemmeno il motore più potente può immaginare.

Adesso non resta che andare a visitarlo: buon viaggio!




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“Una strada che illumina la mente...”

(Testo: Gian Mario Rigano)

 

Come ogni anno, per festeggiare l’anniversario della prima proclamazione d’indipendenza della Lettonia, il 18 Novembre 1918, la città di Riga ha deciso di effettuare una restyling completo delle sue già ben note attrattive luminose.

Il nuovo lighy design sarà visibile fino al 9 Gennaio 2022 permettendo a tutti i cittadini di godersi senza fretta il fantastico spettacolo di luci messo a loro disposizione.


Nel nuovo allestimento si è deciso di rendere omaggio alle celebri “Dainas”. Le poesie popolari, tramandate oralmente da secoli e messe per iscritto da alcuni illustri scrittori lettoni come Krišjānis Barons, sono al centro di un’iniziativa che le vede disposte in cinque diversi quartieri della città e illuminate nell’oscurità della notte: come a voler rendere viva quella speranza che arse nei patrioti lettoni al tempo della prima indipendenza. 

 


Un’altra novità è il tragitto luminoso, “Laika āderes telpa”, costruito ad arte nell’affascinante parco Ziemeļblāzma, a nord di Riga, dove grandi e piccini potranno immergersi in qualcosa di mai visto prima: assolutamente da vedere. 


 

“Levitācija - meditācija”, “Levitazione - metitazione”, è il nome dato alla suggestiva scenografia nel parco di Mārupīte; dove i grandi monoliti in pietra sano stati adornati da luci colorate. Anche questo un progetto del tutto nuovo nel reportorio del Riga light festival.

 


 

Il 18 Novembre, invece, nelle vicinanze della Biblioteca Nazionale e del Parco della Vittoria, il design luminoso sarà completato da una coinvolgente cornice di torce infuocate.

Ovviamente, il resto della città sarà colorato da spettacoli luminosi che come ogni anno lasciano a bocca aperta migliaia di residenti e turisti.

 



Un richiamo importante spetta proprio al 18 Novembre. Quest’anno (2022) si festeggia in Lettonia il centotreesimo anniversario dell’indipendenza e quindi della nascita dello Stato nazionale lettone. La ricorrenza è veramente molto sentita e apprezzata dalla popolazione e proprio per questo ogni anno la capitale trova sempre il modo di rendere omaggio ai suoi cittadini nel miglior modo possibile.

 

Nonostante l’attuale situazione data dalla pandemia da Covid-19 impedisca grandi assembramenti, si è voluto comunque ricordare che proprio nei momenti più difficili si deve essere uniti. 

Buon compleanno Lettonia...




Info+: svetki.riga.lv.


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La “Torre della Scienza”

(Testo: Gian Mario Rigano)



Passeggiando per Riga, ovunque vi troviate, è impossibile non notare la “Torre della scienza”. Alle spalle del Quartiere Moscovita, dov’è presente l’omonimo mercato (il più grande d’Europa) con i suoi 108 metri di altezza e 21 piani possiamo trovare il Grattacielo  dell’Accademia delle Scienze.



L’edificio venne innaugurato nel 1959 alla presenza dello scrittore lettone Vilis Lācis, in contemporanea con il Campionato di scacchi dell’URSS, ed è da allora la sede dell’Accademia lettone delle Scienza.



L’accademia riunisce oltre 300 scienziati della Lettonia e del mondo in diversi ambiti scientifici, come scienze naturali, ingegneria, scienze sociali e umanistiche. Conduce ricerche di alto profilo e fra suoi scopi vi sono la promozione e lo sviluppo di tutte le scienze e la preservazione e la trasmissione alle generazioni future di tutto il patrimonio nazionale lettone.



La Torre si trova in Piazza Akadēmijas 1, vicino a Puškina Iela 13 la via dedicata al celebre poeta russo Aleksandr Sergeevič Puškin. Si può raggiungere molto facilmente tramite l’autobus in dieci minuti dalla Stazione centrale di Riga.

Al diciassettesimo piano i visitatori possono godersi lo splendido panorama della città di Riga, usufruendo della grande terrazza della torre: uno spettacolo unico e suggestivo.

Sicuramente uno dei luoghi della capitale lettone che merita di essere visitato sia per la sua valenza artistica ma, soprattutto, per la sua rinomata importanza scientifica.


Una curiosità legata a questo edificio sono i suoi tanti soprannomi ironici che i cittadini gli hanno attribuito nel corso degli anni. Infatti, nonostate il ruolo ricoperto, il suo essere legato alla figura di Stalin lo ha fatto diventare, suo malgrado, uno dei simboli del cinquantennio di occupazione sovietica della Lettonia. Frai vari soprannomi i più diffusi che si ricordano sono: “Torta di compleanno di Stalin", "Barocco di Stalin , "Dente di Stalin" e "Cremlino".

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Il “parco della musica”

(Testo: Gian Mario Rigano)



Con questa piccola licenza di “parco della musica” mi piace chiamare il Mežaparka Lielā estrāde. Riga, la capitale della Lettonia, non finisce di sorprenderci con le sue meraviglie architettoniche e questa volta lo fa attraverso uno degli scenari naturalistici più incantevoli e suggestivi della città: Mežaparks.


 
All’interno di questo fantastico parco, un vero e proprio bosco nel cuore della città, possiamo ammirare e visitare il Mežaparka Lielā estrāde: un imponente auditorium all’aperto che dal 1955 ospita il “Festival della canzone e della danza lettone”, uno dei più grandi eventi corali e di danza amatoriale al mondo.


La sua attuale struttura è frutto del lavoro congiunto di Mailitis Architects e Juris Poga's Bureau, due importanti studi di architettura lettoni che nel 2007 si sono aggiudicati il concorso indetto dal Comune di Riga per il restyling del palco. Infatti, l’opera originale e quindi la realizzazione dell’auditorium all’aperto la si deve all’architetto e ingegnere civile Vladimir Schnitnikov.


La costruzione di Schnitnikov, all’inizio degli Anni ’50, prevedeva una capienza di 30000 posti a sedere ma le dimensioni, già allora importanti, permisero al festival del 1988 di raggiungere i 200000 mila spettatori, un record per tutta l’area Baltica.

 

Dopo il lavoro di ristrutturazione il palco principale è i grado di ospitare fino a 2900 artisti in contemporanea e la tribuna posta alle sue spalle fino a 11000. Un’opera estremamente affascinante ed uno dei centri culturali e sociali più prestigiosi della Lettonia.

Uno dei primi concerti che hanno inaugurato il nuovo Mežaparka Lielā estrāde nel 2018 è stato quello del gruppo musicale “Instrumenti”. 
 

Per il rinnovamento dell’ estrāde gli studi Mailitis e Juris Poga's hanno vinto il Premio di Architettura lettone 2021.
 
Una menzione di riguardo spetta a Mežaparks, le parole potrebbero non bastare per descrivere la bellezza e l’unicità di questo luogo. La capitale lettone ci offre questo mirabolante scorcio paesaggistico per immergeci completamente nella natura e lasciarci da lei cullare e confortare. 


 
Nei pressi di Mežaparks possiamo visitare anche il famoso Zoo di Riga, uno dei giardini zoologici più importanti dei Paesi Baltici. Raggiungibile con il tram in 10 minuti dal centro storico della città.

Meta di grandi e piccini, è senza dubbio uno dei luoghi verdi più frequentato e amato della Lettonia.
Chiunque giunga a Riga visiti Mežaparks e lo splendido Lielā estrāde, sarà un’esperienza che non si potrà dimenticare.




 

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Il Castello della Luce

(Testo: Gian Mario Rigano)


Lungo la Daugava dove il Ponte di Pietra “Akmens Tilts” congiunge le due sponde, si eregge il Castello della Luce. Impossibile non voltarsi ad ammirarlo e, incuriositi, lasciare che ci guidi verso di lui.


Ad opera dell’architetto Gunar Birkerts, questo meraviglioso edificio è dal 29 agosto 2014 la sede della Biglioteca Nazionale Lettone a Riga. Un complesso architettonico unico nel suo genere in Lettonia e nei Paesi Baltici che vede i suoi natali verso la fine del 900, quando l’idea di far tornare la Lettonia indipendente si stava sempre più concretizzando. Lo stile e il design, anche interni, della biblioteca hanno fin da subito risentito della riscoperta delle tradizioni culturali e rituali, nonché del folklore della Lettonia. Infatti, visitando il palazzo è possibile imbattersi in riferimenti, immagini ed elementi letterari come l’opera di Rainis “Zelta zirgs” (“Cavallo d’Oro”) oppure musicali come i canti corali di Jāzeps Vītols.


Una volta entrati, i visitatori, non possono non rimaner meravigliati non solo dalle dimensioni e dagli arredi dei singoli piani ma, soprattutto, dall’incredibile quantità di volumi presenti all’interno. La cura e il rispetto per i libri sono un altro elemento che rende estremamente affascinante questo luogo. Inoltre, una caratteristica peculiare è la possibilità di donare testi alla biblioteca che saranno conservati per sempre. 


Lo spirito democratico, proprio del Castello della Luce, lo si può riscontrare anche dall’opportunità di accedere liberamente nell’edificio e poter usufruire delle sue risorse. Ciò ha contribuito alla sempre più crescente presenza di giovani e bambini fra i suoi visitatori. Ad oggi, la biblioteca, è uno dei centri più popolari fra le nuove generazioni ed un vero fenomeno sui social.

All’ultimo piano, il 7°, oltre a stanze di lettura e riposo si può ammirare un emozionante panorama della splendida città di Riga.
 

 

Da ultimo ma non meno importante la Biblioteca Nazionale ha vinto nel 2018 il prestigioso premio International Excellence Awards in concorso alla London Book Fair.
 

Lasciatevi trasportare nell’incanto e nella bellezza di questo luogo, simbolo di pace, cultura e arte.




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I segreti di Hospitāļu iela

Hospitāļu iela è una parallela di via Krišjānis Valdemārs e Via Miera (una zona hipster di Riga) e appartiene al quartiere Brasa.

 

Immagine: Alberts Filka "Hospitāļu iela" (1935)

Hospitāļu deriva dalla parola ospedale perché alla fine della strada c`è un ospedale militare, piú grande del Palazzo di Rundāle, costruito poco dopo l`epoca di Napoleone negli anni tra il  1750 e il 1754. Ora questo edificio storico è chiuso e vuoto. Non lontano si trova anche il Carcere di Brasa, ormai chiuso dall’aprile 2019. Tra queste mura sono stati rinchiusi anarchici e rivoluzionari, vittime innocenti e criminali incalliti. Alcuni sono anche riusciti a scappare! Se vi capita di passare di lí, potreste partecipare ad una delle gite che vengono organizzate per visitarlo.

 

 

Il quartiere è noto anche per il grande cimitero, Lielie Kapi, che è un monumento architettonico ufficiale di importanza nazionale. Il parco si estende su una superficie di 22 ettari. Ci sono splendidi monumenti e targhe commemorative che riflettono gli stili artistici risalenti alla seconda metà del XVIII secolo. Dozzine di grandi personaggi lettoni riposano in questo cimitero. Ad esempio, Fricis Brīvzemnieks, Andrejs Pumpurs, Krišjānis Valdemārs, Krišjānis Barons. È davvero una straordinaria area verde dove ognuno può trovare il suo rifugio dal caos della città.

 

 

Nessuna altra strada di Riga ha una sua poesia, un suo gruppo musicale e un suo festival! Ogni anno, durante la prima settimana di settembre, per festeggiare via Hospitāļu, dalle finestre delle case vengono esposte bandierine colorate e i cortili si trasformano in teatri e caffè. 

 





 

Per concludere, la strada piú italiana a Riga è solo una – Hospitāļu iela  perché il suo nome finisce in... „ITĀĻU”. 


Ed ecco di seguito la poesia di Jānis Elsbergs:

Es zinu:
lugā aiz loga
nedrīkst mainīt neko.

Tas troksnis Ir no Valdemāra ielas lejā.
Tie ļaudis iet un nāk no maizes veikala
(pirmajā stāvā, lielajā mājā pa kreisi).
Un jūs, Hospitāļu ielas satrupējušās īrnieces!
Ko man darīt, kad jūs noplēsīs?

Un ko bez tevis tieši pretī,
tu, vecā divstāvene?
Un pa labi no tevis ir vilnas pārstrādes
fabrika – tikpat mīļa dekorācija.

Patiešām.
šai lugā ir kaut kas no mūžības.
Ļaudis katru dienu iet
šurpu un turpu.
Mašīnas atrūc un aizrūc.

Un skatuves dibenplāns
allaž paliek tas pats:
Lielie kapi.


//

Lo so:
nel teatro di là dalla finestra
non è permesso cambiare niente.

Questo rumore che sale da Valdemāra iela.
Questa gente che viene e va dal panettiere
(al pianterreno, nella grande casa a sinistra).
E voi, inquiline fatiscenti di Hospitāļu iela!
Cosa fare, quando vi abbatteranno?

E cosa senza di te proprio qui davanti,
tu, vecchia palazzina a due piani?
E il lanificio alla tua destra  –
scenografia altrettanta cara.

Davvero.
in questa commedia c’è qualcosa d’eterno.
Gente che ogni giorno cammina
su e giù per strada.
Auto che rombando arrivano e ripartono.

E il fondale del palcoscenico
sempre il medesimo:
il Cimitero grande.

(tradotto da Paolo Pantaleo)





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Autunno d’oro nella capitale lettone!

 

Per godere i colori autunnali non bisogna sempre andare a Sigulda che ogni anno in questo periodo viene affollata dai turisti, si può godere l’estate di San Martino* anche nei giardini e parchi di Riga. Ecco, uno dei posti da visitare nelle belle giornate di ottobre!

 


Viestura dārzs (Giardino di Viesturs), conosciuto anche come Dziesmu svētku parks (Parco del Festival dei Canti), è il parco più antico di Riga. Creato nel luogo allora conosciuto come Gustavsala (Isola di Gustavs)** nel 1711, durante la Grande guerra del Nord, su ordine dello zar Pietro I di Russia, è un parco in stile olandese denominato dall’inizio “Viņa Majestātes dārzs priekšpils cietoksnī” (“Il giardino di Sua Maestà nella fortezza antistante il castello”). In seguito, quando Gustavsala è diventata Pētersala (Isola di Pietro), il giardino è stato rinomato varie volte: prima Giardino di Petersala, poi Il Primo Giardino Imperiale e Giardino Imperiale di Riga. Nel 1841 quando Nicola I di Russia regalò il giardino alla città di Riga, il giardino ha acquistato un nuovo nome: Giardino della città.

 




All’interno del parco si trova Aleksandra Arka, ovvero l’Arco di Trionfo di Alessandro, l’unico arco di trionfo della Lettonia, costruito nel periodo tra il 1815 e il 1817, sul modello dell’Arco di Trionfo di Roma, in onore dell’imperatore Alessandro I di Russia dopo la sua vittoria contro Napoleone. Durante il periodo sovietico, nell’occasione del Centenario del Festival dei Canti lettoni, il giardino ha ricevuto un nuovo nome: Parco del Festival dei Canti. Infatti, nel parco c’è un insieme architettonico e scultoreo dedicato a questa tradizione lettone, è una piscina con fontane e un muro sul quale sono stati scolpiti i volti dei compositori lettoni. Puoi riconoscerli?

 


 

Il parco che ospita alberi centenari e tantissime piante di tante varietà e colori si trova in una zona adiacente al centro di Riga e viene visitato ogni giorno dai turisti e dagli stessi abitanti della capitale. Quando ci andate portate con voi qualche pezzo di pane: in un angolo del parco c’è un laghetto con tantissime anatre che saranno felici di mangiare una bella merenda. Là vicino c’è anche una scultura a loro dedicata. Vale la pena visitare questa parte del parco!

 



 

Consigliamo di continuare la vostra passeggiata ed arrivare a Hanzas perons (Piattaforma di Hanza), diventato di recente una nuova meta culturale della capitale. Hanzas perons si trova nel territorio di New Hanza, ed è l’edificio dell’ex magazzino dello Scalo Merci della Stazione ferroviaria di Riga, diventata al giorno di oggi uno spazio culturale moderno e funzionale dove si svolgono regolarmente concerti, convegni ed altri eventi. È uno degli edifici che ci ricordano dell’importante sviluppo commerciale e industriale di Riga dell’inizio del XX secolo. Per sapere di più delle iniziative della zona, visita www.hanzasperons.lv.

 



 

Non esitare a conoscere questa parte di Riga: scegliete una bella giornata di ottobre per fare una tranquilla passeggiata autunnale ed apprezzare questo piacevole angolo naturale nascosto nella realtà urbana di Riga!

* Mentre in Italia l’estate di San Martino arriva a novembre, in Lettonia è un fenomeno tipico del mese di ottobre.
** Adesso Andrejsala (Isola di Andrea)

 

 

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Arte e colori nel quartiere di via Tallinas!

Testo: Inga Kalniņa




Ad un semplice passante il quartiere di via Tallinas potrebbe rimanere inosservato in quanto si tratta di una zona tra via Miera e via Brivibas che per tanti anni è stata abbandonata. In realtà, però, è una parte della capitale lettone che vale la pena conoscere: questo quartiere potrebbe essere definito come il quartiere più colorato di Riga perchè non c'è un altro posto con così tanto spazio dedicato alla street art.









Grazie all’attività dell’assocciazione Free Riga che ha lo scopo di rianimare gli edifici abbandonati di Riga dando spazio alle espressioni artistiche, creative e sociali dei giovani abitanti della capitale, il quartiere sta vivendo un periodo di un grandissimo sviluppo culturale. Per tutti gli interessati questa parte di Riga offre una grandissima varietà di iniziative creative: spettacoli di strada, circo, concerti, festival vegani, festival dello street food, laboratori artistici e così via. Nel quartiere si trova anche “Ezītis miglā”, uno dei bar preferiti di Riga.







Tra le tante altre cose il quartiere di via Tallinas ospita inoltre un piccolo frammento dell’Italia: è proprio lì che si trova l’autofficina di Vespa che offre anche il servizio di noleggio del classico motorino italiano! Scopri di più su http://www.vespalatvija.lv/.



Ecco, non esitare a visitare e conoscere questo quartiere finora rimasto oscuro! È un ambiente artistico e colorato, una parte vivace della città, ricca di eventi e attività! Uno spazio in pieno sviluppo con tantissime potenzialità per nuove e inaudite espressioni artistiche! Per scoprire tutte le attualità del quartiere, visita la pagina di facebook ad esso dedicata: https://www.facebook.com/Tallinasielaskvartals/.




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Dove la citta' incontra il mare e si assaggia un po'di storia...


Testo: Inga Kalniņa


Se vi trovate a Riga e volete riposarvi un po’ dal caos urbano, abbandonate il centro della città per fare una passeggiata rilassante sul lungomare adiacente. Anche se non considerate Riga come una tipica città marittima e siete (giustamente) convinti che il mar Baltico non ha niente a che fare con il vasto e caldo Meditteraneo, il golfo di Riga che bagna la parte settentrionale della capitale lettone ha qualcosa di sorprendente da offrire ai suoi visitatori.

 


Mangalsala è un quartiere periferico di Riga che si trova sulla riva destra del fiume Daugava e sulla costa del Golfo di Riga e fa parte del parco naturale Piejura. Fino al 1840 Mangalsala era una vera e propria isola che poi a causa di alcuni cambiamenti naturali si è trasformata in una penisola. 

 

Da un anno la spiaggia di Mangalsala è raggiungibile percorrendo un bellissimo sentiero con delle panchine per godersi l’ambiente calmo e delle aree fitness per poter allenarsi all’aria aperta. Arrivati alla fine del sentiero vi troverete sulla sabbia bianca tipica delle spiagge lettoni e potrete godere una vista del tutto particolare, ovvero il relitto di una nave rimasta bloccata nella sabbia vicino alla costa. Si tratta di “Lady Cotlin”, una nave svedese che portava a Riga un carico di sale ed è affondata nel 1951 durante una tempesta. Secondo alcune fonti, nella stiva della nave ci sarebbe stato l’alcol di contrabbando e il naufragio avvenuto perché l’intero equipaggio si sarebbe ubriacato. 







 

Se volete fare una passeggiata sul lungomare per godervi il silenzio ed il profumo dell’acqua, andando a sinistra del relitto potere raggiungere il molo di Mangalsala, mentre andando a destra potere fermarvi al Cafe del mar (aperto tutto l’anno) sulla spiaggia di Vecāķi e godervi la rilassante vista sul mare.

 





Attenzione! Arrivare al relitto è pericoloso in quanto sott’acqua ci sono dei resti di cemento.

Come arrivarci: con l’autobus nr.24 fino al capolinea (Mangalsala) oppure in macchina (c’è un grande parcheggio disponibile).



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Camminare: una buona abitudine per il nostro corpo e non solo

Testo: Chiara Wieben
Che camminare faccia bene alla salute è ormai risaputo. Ma per ogni kilometro che percorriamo a piedi o in bici anche l’ambiente ci ringrazia. Ogni nostra piccola azione si riflette sull’ambiente che ci circonda e non a caso si parla di impronta ecologica per indicare l’impatto che abbiamo sul nostro pianeta. Quando camminiamo sulla sabbia bagnata, lasciamo dietro di noi l’impronta dei nostri passi. Allo stesso modo le nostre scelte quotidiane hanno un impatto sulla natura e sul nostro pianeta. Vorrei parlare dell’idea che sta dietro al movimento zero waste e come viene messo in pratica a Riga. Ma cosa significa esattamente zero waste?

Letteralmente significa “zero rifiuti”. Si tratta di un movimento che si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni e che nasce con l’idea di ridurre al minimo i propri rifiuti, adottando uno stile di vita più consapevole; riciclare purtroppo non basta, bisogna ridurre la quantità di rifiuti che produciamo. Non è così difficile come sembra! Basta cambiare piccole abitudini quotidiane, a partire dal modo in cui facciamo la spesa. Come fare? Ne parliamo con Maria, proprietaria del negozio zero waste Burka di Riga:


- Camminando lungo le strade del centro ho notato diversi negozi zero waste. Qual è l’idea che sta dietro al negozio Burka?

- Sì, ci sono diversi negozi zero waste a Riga. Lungo Barona iela c’è anche Café M - zero waste coffee shop. Sono negozi dove si cerca di ridurre al minimo i rifiuti e soprattutto di eliminare ogni tipo di imballaggio superfluo. Burka in lettone significa barattolo e infatti, come suggerisce il nome, nel nostro negozio vendiamo solo prodotti sfusi. I nostri clienti possono usare i sacchetti di carta che mettiamo a disposizione, oppure portare da casa i propri contenitori. Un’altra opzione è quella di usare i barattoli di vetro che teniamo in negozio. È una sorta di scambio: chi ha tanti barattoli di vetro che non usa li porta qui in negozio anziché buttarli via e chi ne ha bisogno è libero di prenderne quanti ne vuole.

- Come mai hai deciso di aprire un negozio zero waste? Com’è iniziato tutto?

- È iniziato tutto nel 2015, quando per motivi di studio mi sono trasferita in India. Quello che ho visto lì mi ha sconvolta: la quantità di rifiuti che ho trovato era impressionante. Vere e proprie montagne di rifiuti dove circolavano vacche e cani e dove i bambini giocavano liberamente. L’aria era così inquinata che a volte diventava irrespirabile; dovevo tenere una sciarpa davanti alla bocca o usare una mascherina. Molti studenti del mio gruppo si ammalavano continuamente a causa del forte inquinamento. È stato allora che ho iniziato ad interessarmi ai problemi ambientali. Quando sono ritornata in Lettonia e dopo che è nata mia figlia, ho deciso che dovevo fare qualcosa per cercare di cambiare tutto questo. Volevo essere un esempio per mia figlia e così ho iniziato a cambiare le mie abitudini. Mi sono resa conto che la maggior parte dei rifiuti erano imballaggi. Così ho iniziato a comprare solo prodotti senza imballaggi. È stato difficile: per la frutta e la verdura andavo al mercato, ma trovare altri prodotti era complicato e richiedeva molto tempo. E allora mi è venuta l’idea di aprire questo negozio, un posto dove è possibile trovare tutti i prodotti di cui abbiamo bisogno, senza imballaggi superflui. È stato così che ho scoperto il movimento zero waste. 

 
- Come mi dicevi prima il tuo negozio è anche un luogo di scambio. In che senso?

- Sì esatto. Abbiamo un angolo del negozio dove teniamo barattoli di vetro, scatoloni, stoviglie che tutti possono prendere e portare a casa. Per esempio, se qualcuno ha bisogno di scatoloni per un trasloco può semplicemente venire e prenderli; lo stesso per i barattoli di vetro. Inoltre, raccogliamo anche candele usate, perché la cera si può riutilizzare per realizzare nuove candele. La gente che ha tante scatole a casa o che non vuole buttare le candele usate le porta qui in negozio. Chi invece ne ha bisogno può prenderle liberamente. È uno scambio che funziona molto bene.


- Perché la gente che non conosce ancora questo negozio dovrebbe venire qui a fare la spesa?

- Fare la spesa nei negozi zero waste significa per prima cosa pensare all’ambiente e al nostro pianeta. Nei supermercati tradizionali è molto difficile se non quasi impossibile trovare prodotti senza imballaggio. Ma tutta questa plastica che usiamo è davvero indispensabile? Credo proprio di no! Inoltre, comprare prodotti sfusi è anche un buon modo per risparmiare. Perché pagare ogni volta per una confezione nuova se possiamo riutilizzare quella vecchia? A lungo andare ho notato che adottando questo stile di vita risparmiavo tanti soldi. Un doppio vantaggio quindi! Vorrei che la gente iniziasse a pensare di più ai problemi ambientali e a vederli non solo come un problema che riguarda certi paesi, come l’India o la Cina, ma come una questione che riguarda tutti noi. Sono convinta che le nostre piccole scelte quotidiane possono veramente fare la differenza.

- Quali sono le abitudini quotidiane che possiamo cambiare per avere uno stile di vita più sostenibile?

- In realtà quello che cerco di fare capire alla gente è che è molto facile vivere in maniera più sostenibile. Si tratta spesso di piccole scelte. Per esempio, usare la borraccia invece delle bottigliette di plastica. Evitare le plastiche monouso, come piatti, bicchieri e cannucce di plastica. Usare la saponetta per lavarsi invece del bagnoschiuma e dello shampoo normale che inquinano e producono tantissima plastica. Usare i dischetti lavabili per struccarsi invece di quelli monouso. Sono scelte che tutti noi possiamo fare e a lungo andare non solo l’ambiente, ma anche il nostro corpo e il nostro portafoglio ci ringrazieranno! Basta solo iniziare!


Glossario

risaputo = noto; che è ben conosciuto da tutti
impronta ecologica = indica l’impatto che le nostre azioni hanno sull’ambiente. È un valore che calcola di quante risorse naturali l’uomo ha bisogno e le confronta con la capacità della Terra di rigenerare quelle risorse
ridurre = diminuire; far diventare qualcosa più piccolo
imballaggio = qualsiasi contenitore (casse, scatole, buste, confezioni) usato per racchiudere e proteggere la merce da trasportare
sfuso = non confezionato; detto di merci che non sono vendute in pacchetti, sacchetti o involucri simili
superfluo = inutile; ciò che non è necessario
stoviglie = l’insieme di piatti, bicchieri, tazze etc. che si usano in cucina


Un ringraziamento a Maria, proprietaria del negozio zero-waste Burka. Se non conoscete ancora questo fantastico negozio vi lascio il link qui di seguito: https://www.facebook.com/beziepakojuma/

 

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La notte dei Musei

Testo: Chiara Wieben

È passata poco più di una settimana da quando sono arrivata qui a Riga e ci sono già talmente tanti posti che vorrei vedere ed eventi ai quali vorrei partecipare che non so neanche da dove iniziare. Beh, sicuramente non potevo perdermi la “notte” dei Musei! Scrivo notte tra virgolette perché in realtà qui c’è luce fino alle 11 di sera, quindi mi risulta difficile definirla tale. In Sicilia, il sole tramonta relativamente presto anche d’estate, mentre qui mi capita spesso di passeggiare per il centro pensando che sia pomeriggio quando in realtà è già passata da molto l’ora di cena. Uno dei motivi per cui già adoro questa città. Ma torniamo alla Notte dei Musei. Chi di voi non ha desiderato almeno una volta nella vita visitare un museo di notte, proprio come nel film con Ben Stiller? Durante la notte bianca dei musei è possibile questo ed altro. Per chi si fosse perso questo evento, ecco qui un breve resoconto.

Ogni anno, il 18 maggio, ha luogo la Giornata Internazionale dei Musei. In Lettonia si festeggia dal 1978 con numerosi eventi che si susseguono per l’intera settimana. Da diversi anni, inoltre, viene organizzata la Notte Europea dei Musei, durante la quale i principali musei rimangono aperti in orario serale e notturno. Sabato scorso, in occasione della quindicesima edizione della Notte Europea dei Musei, più di 3.000 musei in tutta Europa sono rimasti aperti fino a tarda notte. Un’occasione non solo per visitare gratuitamente tutti musei della città, ma anche per scoprire quei luoghi che durante il resto dell’anno rimangono chiusi al pubblico.

Scendendo ad una delle fermate di Valdemāra iela, io e i miei coinquilini ci siamo ritrovati di fronte alla sede del ministero degli affari esteri della Repubblica di Lettonia e abbiamo deciso di entrare a dare un’occhiata. Ahimè, ogni volta che mostro la carta di identità italiana ai controlli di sicurezza ho sempre qualche problema e anche questa volta, come era prevedibile, è successo che non volessero farmi entrare. C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine ho potuto ammirare anche io le sale interne del ministero che solitamente non sono aperte al pubblico.




Una delle attrazioni principali della notte dei musei è stata sicuramente il castello di Riga, residenza ufficiale del Presidente della Lettonia. Purtroppo, la fila per entrare era talmente lunga che abbiamo rinunciato quasi subito; ma anche da fuori la vista del castello al tramonto lascia sempre senza fiato. Inoltre, ad allietare l’attesa dei visitatori in fila ci ha pensato la Brass Show Ensemble of the National Guard Orchestra, la quale ha suonato diversi brani dalla balconata dell’edificio.




Proseguendo verso il centro, abbiamo visitato il museo d’arte della Borsa che ospitava al suo interno una mostra dedicata al trentesimo anniversario dell’Associazione dei Restauratori della Lettonia: dipinti, ceramiche, abiti d’epoca riportati ad antico splendore. Entrando, un’enorme gondola scomposta si trova appesa al soffitto e accoglie i visitatori.




Infine, non poteva mancare naturalmente la visita al Parlamento (Saeima), che per l’occasione ha aperto le sue porte al pubblico. L’interno dell’edificio stupisce per la sua eleganza: la scalinata principale, gli eleganti soffitti, i salotti e la sala per le riunioni dei gruppi parlamentari sono semplicemente stupendi e meritano di essere visti.

Una notte, dunque, passata all’insegna della cultura e dell’arte. Dopo aver visitato i musei ci siamo fermati a bere qualcosa in un locale, per poi perderci nei vicoletti del centro e scoprire quello che si dice essere il bar più romantico di Riga. Sapete già dove si trova?


Glossario:

notte bianca = notte passata senza dormire; di solito indica l’apertura straordinaria in orario serale di musei e negozi o eventi che si svolgono fino a notte fonda.
passare una notte in bianco = passare una notte senza dormire
susseguirsi = venire uno dopo l’altro. Es: le stagioni si susseguono
coinquilino (s. m.) = la persona con la quale condividi l’appartamento o la casa
lasciare senza fiato/ parole = detto di qualcosa che causa meraviglia e stupore in chi guarda
allietare = rallegrare, rendere lieta una situazione
restauratore (s. m.) = persona specializzata nel restauro
gondola = speciale imbarcazione di legno a remi, in uso nella laguna di Venezia
scomposto (agg.) = suddiviso nelle varie parti che lo compongono
all’insegna di = caratterizzata da, dedicata a