A spasso per Riga

"Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi." (Henry David Thoreau)

Quando camminiamo, abbiamo una visione del mondo che ci circonda molto diversa rispetto a quando andiamo in macchina. Camminando noti ogni particolare, ti fermi ad osservare ogni singolo dettaglio di quello che hai davanti a te e scopri ogni giorno cose alle quali non avevi mai fatto caso prima di allora.

L’espressione italiana “andare a spasso” si usa proprio quando si vuole fare una passeggiata per svago, per prendersi del tempo e osservare ciò che ci circonda. In questa rubrica andremo a spasso per la città, a fare un giro tra i suoi vicoletti, i suoi musei e le sue spiagge. E allora che stiamo aspettando? Andiamo insieme a spasso per Riga!

 

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Autunno d’oro nella capitale lettone!

 

Per godere i colori autunnali non bisogna sempre andare a Sigulda che ogni anno in questo periodo viene affollata dai turisti, si può godere l’estate di San Martino* anche nei giardini e parchi di Riga. Ecco, uno dei posti da visitare nelle belle giornate di ottobre!

 


Viestura dārzs (Giardino di Viesturs), conosciuto anche come Dziesmu svētku parks (Parco del Festival dei Canti), è il parco più antico di Riga. Creato nel luogo allora conosciuto come Gustavsala (Isola di Gustavs)** nel 1711, durante la Grande guerra del Nord, su ordine dello zar Pietro I di Russia, è un parco in stile olandese denominato dall’inizio “Viņa Majestātes dārzs priekšpils cietoksnī” (“Il giardino di Sua Maestà nella fortezza antistante il castello”). In seguito, quando Gustavsala è diventata Pētersala (Isola di Pietro), il giardino è stato rinomato varie volte: prima Giardino di Petersala, poi Il Primo Giardino Imperiale e Giardino Imperiale di Riga. Nel 1841 quando Nicola I di Russia regalò il giardino alla città di Riga, il giardino ha acquistato un nuovo nome: Giardino della città.

 



All’interno del parco si trova Aleksandra Arka, ovvero l’Arco di Trionfo di Alessandro, l’unico arco di trionfo della Lettonia, costruito nel periodo tra il 1815 e il 1817, sul modello dell’Arco di Trionfo di Roma, in onore dell’imperatore Alessandro I di Russia dopo la sua vittoria contro Napoleone. Durante il periodo sovietico, nell’occasione del Centenario del Festival dei Canti lettoni, il giardino ha ricevuto un nuovo nome: Parco del Festival dei Canti. Infatti, nel parco c’è un insieme architettonico e scultoreo dedicato a questa tradizione lettone, è una piscina con fontane e un muro sul quale sono stati scolpiti i volti dei compositori lettoni. Puoi riconoscerli?

 


 

Il parco che ospita alberi centenari e tantissime piante di tante varietà e colori si trova in una zona adiacente al centro di Riga e viene visitato ogni giorno dai turisti e dagli stessi abitanti della capitale. Quando ci andate portate con voi qualche pezzo di pane: in un angolo del parco c’è un laghetto con tantissime anatre che saranno felici di mangiare una bella merenda. Là vicino c’è anche una scultura a loro dedicata. Vale la pena visitare questa parte del parco!

 



 

Consigliamo di continuare la vostra passeggiata ed arrivare a Hanzas perons (Piattaforma di Hanza), diventato di recente una nuova meta culturale della capitale. Hanzas perons si trova nel territorio di New Hanza, ed è l’edificio dell’ex magazzino dello Scalo Merci della Stazione ferroviaria di Riga, diventata al giorno di oggi uno spazio culturale moderno e funzionale dove si svolgono regolarmente concerti, convegni ed altri eventi. È uno degli edifici che ci ricordano dell’importante sviluppo commerciale e industriale di Riga dell’inizio del XX secolo. Per sapere di più delle iniziative della zona, visita www.hanzasperons.lv.

 



 

Non esitare a conoscere questa parte di Riga: scegliete una bella giornata di ottobre per fare una tranquilla passeggiata autunnale ed apprezzare questo piacevole angolo naturale nascosto nella realtà urbana di Riga!

* Mentre in Italia l’estate di San Martino arriva a novembre, in Lettonia è un fenomeno tipico del mese di ottobre.
** Adesso Andrejsala (Isola di Andrea)

 

 

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Arte e colori nel quartiere di via Tallinas!

Testo: Inga Kalniņa




Ad un semplice passante il quartiere di via Tallinas potrebbe rimanere inosservato in quanto si tratta di una zona tra via Miera e via Brivibas che per tanti anni è stata abbandonata. In realtà, però, è una parte della capitale lettone che vale la pena conoscere: questo quartiere potrebbe essere definito come il quartiere più colorato di Riga perchè non c'è un altro posto con così tanto spazio dedicato alla street art.









Grazie all’attività dell’assocciazione Free Riga che ha lo scopo di rianimare gli edifici abbandonati di Riga dando spazio alle espressioni artistiche, creative e sociali dei giovani abitanti della capitale, il quartiere sta vivendo un periodo di un grandissimo sviluppo culturale. Per tutti gli interessati questa parte di Riga offre una grandissima varietà di iniziative creative: spettacoli di strada, circo, concerti, festival vegani, festival dello street food, laboratori artistici e così via. Nel quartiere si trova anche “Ezītis miglā”, uno dei bar preferiti di Riga.







Tra le tante altre cose il quartiere di via Tallinas ospita inoltre un piccolo frammento dell’Italia: è proprio lì che si trova l’autofficina di Vespa che offre anche il servizio di noleggio del classico motorino italiano! Scopri di più su http://www.vespalatvija.lv/.



Ecco, non esitare a visitare e conoscere questo quartiere finora rimasto oscuro! È un ambiente artistico e colorato, una parte vivace della città, ricca di eventi e attività! Uno spazio in pieno sviluppo con tantissime potenzialità per nuove e inaudite espressioni artistiche! Per scoprire tutte le attualità del quartiere, visita la pagina di facebook ad esso dedicata: https://www.facebook.com/Tallinasielaskvartals/.




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Dove la citta' incontra il mare e si assaggia un po'di storia...


Testo: Inga Kalniņa


Se vi trovate a Riga e volete riposarvi un po’ dal caos urbano, abbandonate il centro della città per fare una passeggiata rilassante sul lungomare adiacente. Anche se non considerate Riga come una tipica città marittima e siete (giustamente) convinti che il mar Baltico non ha niente a che fare con il vasto e caldo Meditteraneo, il golfo di Riga che bagna la parte settentrionale della capitale lettone ha qualcosa di sorprendente da offrire ai suoi visitatori.

 


Mangalsala è un quartiere periferico di Riga che si trova sulla riva destra del fiume Daugava e sulla costa del Golfo di Riga e fa parte del parco naturale Piejura. Fino al 1840 Mangalsala era una vera e propria isola che poi a causa di alcuni cambiamenti naturali si è trasformata in una penisola. 

 

Da un anno la spiaggia di Mangalsala è raggiungibile percorrendo un bellissimo sentiero con delle panchine per godersi l’ambiente calmo e delle aree fitness per poter allenarsi all’aria aperta. Arrivati alla fine del sentiero vi troverete sulla sabbia bianca tipica delle spiagge lettoni e potrete godere una vista del tutto particolare, ovvero il relitto di una nave rimasta bloccata nella sabbia vicino alla costa. Si tratta di “Lady Cotlin”, una nave svedese che portava a Riga un carico di sale ed è affondata nel 1951 durante una tempesta. Secondo alcune fonti, nella stiva della nave ci sarebbe stato l’alcol di contrabbando e il naufragio avvenuto perché l’intero equipaggio si sarebbe ubriacato. 







 

Se volete fare una passeggiata sul lungomare per godervi il silenzio ed il profumo dell’acqua, andando a sinistra del relitto potere raggiungere il molo di Mangalsala, mentre andando a destra potere fermarvi al Cafe del mar (aperto tutto l’anno) sulla spiaggia di Vecāķi e godervi la rilassante vista sul mare.

 





Attenzione! Arrivare al relitto è pericoloso in quanto sott’acqua ci sono dei resti di cemento.

Come arrivarci: con l’autobus nr.24 fino al capolinea (Mangalsala) oppure in macchina (c’è un grande parcheggio disponibile).



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Camminare: una buona abitudine per il nostro corpo e non solo

Testo: Chiara Wieben
Che camminare faccia bene alla salute è ormai risaputo. Ma per ogni kilometro che percorriamo a piedi o in bici anche l’ambiente ci ringrazia. Ogni nostra piccola azione si riflette sull’ambiente che ci circonda e non a caso si parla di impronta ecologica per indicare l’impatto che abbiamo sul nostro pianeta. Quando camminiamo sulla sabbia bagnata, lasciamo dietro di noi l’impronta dei nostri passi. Allo stesso modo le nostre scelte quotidiane hanno un impatto sulla natura e sul nostro pianeta. Vorrei parlare dell’idea che sta dietro al movimento zero waste e come viene messo in pratica a Riga. Ma cosa significa esattamente zero waste?

Letteralmente significa “zero rifiuti”. Si tratta di un movimento che si sta diffondendo sempre di più negli ultimi anni e che nasce con l’idea di ridurre al minimo i propri rifiuti, adottando uno stile di vita più consapevole; riciclare purtroppo non basta, bisogna ridurre la quantità di rifiuti che produciamo. Non è così difficile come sembra! Basta cambiare piccole abitudini quotidiane, a partire dal modo in cui facciamo la spesa. Come fare? Ne parliamo con Maria, proprietaria del negozio zero waste Burka di Riga:


- Camminando lungo le strade del centro ho notato diversi negozi zero waste. Qual è l’idea che sta dietro al negozio Burka?

- Sì, ci sono diversi negozi zero waste a Riga. Lungo Barona iela c’è anche Café M - zero waste coffee shop. Sono negozi dove si cerca di ridurre al minimo i rifiuti e soprattutto di eliminare ogni tipo di imballaggio superfluo. Burka in lettone significa barattolo e infatti, come suggerisce il nome, nel nostro negozio vendiamo solo prodotti sfusi. I nostri clienti possono usare i sacchetti di carta che mettiamo a disposizione, oppure portare da casa i propri contenitori. Un’altra opzione è quella di usare i barattoli di vetro che teniamo in negozio. È una sorta di scambio: chi ha tanti barattoli di vetro che non usa li porta qui in negozio anziché buttarli via e chi ne ha bisogno è libero di prenderne quanti ne vuole.

- Come mai hai deciso di aprire un negozio zero waste? Com’è iniziato tutto?

- È iniziato tutto nel 2015, quando per motivi di studio mi sono trasferita in India. Quello che ho visto lì mi ha sconvolta: la quantità di rifiuti che ho trovato era impressionante. Vere e proprie montagne di rifiuti dove circolavano vacche e cani e dove i bambini giocavano liberamente. L’aria era così inquinata che a volte diventava irrespirabile; dovevo tenere una sciarpa davanti alla bocca o usare una mascherina. Molti studenti del mio gruppo si ammalavano continuamente a causa del forte inquinamento. È stato allora che ho iniziato ad interessarmi ai problemi ambientali. Quando sono ritornata in Lettonia e dopo che è nata mia figlia, ho deciso che dovevo fare qualcosa per cercare di cambiare tutto questo. Volevo essere un esempio per mia figlia e così ho iniziato a cambiare le mie abitudini. Mi sono resa conto che la maggior parte dei rifiuti erano imballaggi. Così ho iniziato a comprare solo prodotti senza imballaggi. È stato difficile: per la frutta e la verdura andavo al mercato, ma trovare altri prodotti era complicato e richiedeva molto tempo. E allora mi è venuta l’idea di aprire questo negozio, un posto dove è possibile trovare tutti i prodotti di cui abbiamo bisogno, senza imballaggi superflui. È stato così che ho scoperto il movimento zero waste. 

 
- Come mi dicevi prima il tuo negozio è anche un luogo di scambio. In che senso?

- Sì esatto. Abbiamo un angolo del negozio dove teniamo barattoli di vetro, scatoloni, stoviglie che tutti possono prendere e portare a casa. Per esempio, se qualcuno ha bisogno di scatoloni per un trasloco può semplicemente venire e prenderli; lo stesso per i barattoli di vetro. Inoltre, raccogliamo anche candele usate, perché la cera si può riutilizzare per realizzare nuove candele. La gente che ha tante scatole a casa o che non vuole buttare le candele usate le porta qui in negozio. Chi invece ne ha bisogno può prenderle liberamente. È uno scambio che funziona molto bene.


- Perché la gente che non conosce ancora questo negozio dovrebbe venire qui a fare la spesa?

- Fare la spesa nei negozi zero waste significa per prima cosa pensare all’ambiente e al nostro pianeta. Nei supermercati tradizionali è molto difficile se non quasi impossibile trovare prodotti senza imballaggio. Ma tutta questa plastica che usiamo è davvero indispensabile? Credo proprio di no! Inoltre, comprare prodotti sfusi è anche un buon modo per risparmiare. Perché pagare ogni volta per una confezione nuova se possiamo riutilizzare quella vecchia? A lungo andare ho notato che adottando questo stile di vita risparmiavo tanti soldi. Un doppio vantaggio quindi! Vorrei che la gente iniziasse a pensare di più ai problemi ambientali e a vederli non solo come un problema che riguarda certi paesi, come l’India o la Cina, ma come una questione che riguarda tutti noi. Sono convinta che le nostre piccole scelte quotidiane possono veramente fare la differenza.

- Quali sono le abitudini quotidiane che possiamo cambiare per avere uno stile di vita più sostenibile?

- In realtà quello che cerco di fare capire alla gente è che è molto facile vivere in maniera più sostenibile. Si tratta spesso di piccole scelte. Per esempio, usare la borraccia invece delle bottigliette di plastica. Evitare le plastiche monouso, come piatti, bicchieri e cannucce di plastica. Usare la saponetta per lavarsi invece del bagnoschiuma e dello shampoo normale che inquinano e producono tantissima plastica. Usare i dischetti lavabili per struccarsi invece di quelli monouso. Sono scelte che tutti noi possiamo fare e a lungo andare non solo l’ambiente, ma anche il nostro corpo e il nostro portafoglio ci ringrazieranno! Basta solo iniziare!


Glossario

risaputo = noto; che è ben conosciuto da tutti
impronta ecologica = indica l’impatto che le nostre azioni hanno sull’ambiente. È un valore che calcola di quante risorse naturali l’uomo ha bisogno e le confronta con la capacità della Terra di rigenerare quelle risorse
ridurre = diminuire; far diventare qualcosa più piccolo
imballaggio = qualsiasi contenitore (casse, scatole, buste, confezioni) usato per racchiudere e proteggere la merce da trasportare
sfuso = non confezionato; detto di merci che non sono vendute in pacchetti, sacchetti o involucri simili
superfluo = inutile; ciò che non è necessario
stoviglie = l’insieme di piatti, bicchieri, tazze etc. che si usano in cucina


Un ringraziamento a Maria, proprietaria del negozio zero-waste Burka. Se non conoscete ancora questo fantastico negozio vi lascio il link qui di seguito: https://www.facebook.com/beziepakojuma/

 

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La notte dei Musei

Testo: Chiara Wieben

È passata poco più di una settimana da quando sono arrivata qui a Riga e ci sono già talmente tanti posti che vorrei vedere ed eventi ai quali vorrei partecipare che non so neanche da dove iniziare. Beh, sicuramente non potevo perdermi la “notte” dei Musei! Scrivo notte tra virgolette perché in realtà qui c’è luce fino alle 11 di sera, quindi mi risulta difficile definirla tale. In Sicilia, il sole tramonta relativamente presto anche d’estate, mentre qui mi capita spesso di passeggiare per il centro pensando che sia pomeriggio quando in realtà è già passata da molto l’ora di cena. Uno dei motivi per cui già adoro questa città. Ma torniamo alla Notte dei Musei. Chi di voi non ha desiderato almeno una volta nella vita visitare un museo di notte, proprio come nel film con Ben Stiller? Durante la notte bianca dei musei è possibile questo ed altro. Per chi si fosse perso questo evento, ecco qui un breve resoconto.

Ogni anno, il 18 maggio, ha luogo la Giornata Internazionale dei Musei. In Lettonia si festeggia dal 1978 con numerosi eventi che si susseguono per l’intera settimana. Da diversi anni, inoltre, viene organizzata la Notte Europea dei Musei, durante la quale i principali musei rimangono aperti in orario serale e notturno. Sabato scorso, in occasione della quindicesima edizione della Notte Europea dei Musei, più di 3.000 musei in tutta Europa sono rimasti aperti fino a tarda notte. Un’occasione non solo per visitare gratuitamente tutti musei della città, ma anche per scoprire quei luoghi che durante il resto dell’anno rimangono chiusi al pubblico.

Scendendo ad una delle fermate di Valdemāra iela, io e i miei coinquilini ci siamo ritrovati di fronte alla sede del ministero degli affari esteri della Repubblica di Lettonia e abbiamo deciso di entrare a dare un’occhiata. Ahimè, ogni volta che mostro la carta di identità italiana ai controlli di sicurezza ho sempre qualche problema e anche questa volta, come era prevedibile, è successo che non volessero farmi entrare. C’è voluto un po’ di tempo, ma alla fine ho potuto ammirare anche io le sale interne del ministero che solitamente non sono aperte al pubblico.




Una delle attrazioni principali della notte dei musei è stata sicuramente il castello di Riga, residenza ufficiale del Presidente della Lettonia. Purtroppo, la fila per entrare era talmente lunga che abbiamo rinunciato quasi subito; ma anche da fuori la vista del castello al tramonto lascia sempre senza fiato. Inoltre, ad allietare l’attesa dei visitatori in fila ci ha pensato la Brass Show Ensemble of the National Guard Orchestra, la quale ha suonato diversi brani dalla balconata dell’edificio.




Proseguendo verso il centro, abbiamo visitato il museo d’arte della Borsa che ospitava al suo interno una mostra dedicata al trentesimo anniversario dell’Associazione dei Restauratori della Lettonia: dipinti, ceramiche, abiti d’epoca riportati ad antico splendore. Entrando, un’enorme gondola scomposta si trova appesa al soffitto e accoglie i visitatori.




Infine, non poteva mancare naturalmente la visita al Parlamento (Saeima), che per l’occasione ha aperto le sue porte al pubblico. L’interno dell’edificio stupisce per la sua eleganza: la scalinata principale, gli eleganti soffitti, i salotti e la sala per le riunioni dei gruppi parlamentari sono semplicemente stupendi e meritano di essere visti.

Una notte, dunque, passata all’insegna della cultura e dell’arte. Dopo aver visitato i musei ci siamo fermati a bere qualcosa in un locale, per poi perderci nei vicoletti del centro e scoprire quello che si dice essere il bar più romantico di Riga. Sapete già dove si trova?


Glossario:

notte bianca = notte passata senza dormire; di solito indica l’apertura straordinaria in orario serale di musei e negozi o eventi che si svolgono fino a notte fonda.
passare una notte in bianco = passare una notte senza dormire
susseguirsi = venire uno dopo l’altro. Es: le stagioni si susseguono
coinquilino (s. m.) = la persona con la quale condividi l’appartamento o la casa
lasciare senza fiato/ parole = detto di qualcosa che causa meraviglia e stupore in chi guarda
allietare = rallegrare, rendere lieta una situazione
restauratore (s. m.) = persona specializzata nel restauro
gondola = speciale imbarcazione di legno a remi, in uso nella laguna di Venezia
scomposto (agg.) = suddiviso nelle varie parti che lo compongono
all’insegna di = caratterizzata da, dedicata a