Pause e Note

Impariamo l'Italiano cantando! Mentre la musica ci accompagnerà, ogni settimana andremo ad ascoltare una nuova canzone e leggendone il testo, andremo a scoprire parole ed espressioni nuove della lingua italiana.
Buona musica a tutti!


a cura di Davide Antonio Scardino


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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di ........
Fabio Rovazzi - "Faccio quello che voglio"




Qualcosa di molto diverso dal solito, con questa canzone di Fabio Rovazzi che in realtà è anche un mini film destinato ad avere un seguito (come suggerito dalla scritta "to be continued" alla fine del video).
La canzone è infatti contenuta nel film, che inizia con Fabio Rovazzi (giovane cantante del panorama musicale italiano), che parla con Gianni Morandi (uno dei cantanti italiani più popolari dagli anni '60 ad oggi) e gli confida di non avere più idee. 
Per questo motivo Morandi gli racconta di un caveau (spazio creato per custodire solitamente grosse somme di denaro) in cui tutti gli artisti custodiscono i loro talenti e le loro abilità, sotto forma di pillole e soluzioni liquide. Rovazzi ha quindi l'idea di organizzare un furto per rubare i talenti degli artisti italiani.
La guardia del caveau (Massimo Boldi), si accorge però del ladro (Rovazzi appunto) e fa scattare l'allarme mettendo in fuga Rovazzi, il quale per scappare prende la pillola di Carlo Cracco (famoso cuoco italiano e personaggio televisivo). 

Inizia a questo punto la canzone, impossibile da non ballare perché assolutamente coinvolgente e divertente.

Il film/canzone ci regala la partecipazione di tanti artisti e personaggi famosi italiani: Fabio Volo (che passa attraverso lo scanner), Rita Pavone (che registra la sua voce in "forma liquida", Al Bano (presente nell'ultima strofa e nell'ultima parte del video), Eros Ramazzotti (che troviamo nella scena della macchina), Emma Marrone (la voce del primo ritornello), Nek e Diletta Leotta (le voci del secondo ritornello), Pippo Baudo (che presta il suo volto per entrare nel caveau), Carlo Cracco (Rovazzi si trasforma in lui per scappare dal caveau), Massimo Boldi (impiegato della banca). E ancora nel testo: Roberto Bolle, tra i più famosi ballerini italiani; e Checco Zalone, popolarissimo attore comico.

Anche il testo ci regala spunti interessanti:
"L'ho fatta grossa": significa aver fatto qualcosa di molto grave. 
  • Ho fatto cadere il televisore nuovo! Questa volta l'ho fatta grossa! (Ho fatto un grosso guaio);

"Aspè": si usa nella lingua parlata ed è un'abbreviazione di "aspetta" (esattamente come in lettone "pagaidi" e "paga");

"Un copia-incolla": si usa per dire che non c'è niente di originale e tutto è una copia di qualcosa (copy-paste);

"Partire in quarta": decidere di fare qualcosa e iniziare a farla senza chiedere nessun consiglio e mettendoci tutte le forze, convinti che sia una buona idea.
  • Ha deciso di aprire un negozio di biciclette ed è partito in quarta. Ha già affittato il locale e comprato tante forniture!

"Voglio staccare": più spesso si dice "staccare la spina"; prendere una pausa dal lavoro e riposare, rilassarsi.

Troviamo anche termini diventati comuni grazie ai social network, come:

"mi trolla": da "trollare", cioè usare un atteggiamento aggressivo sui social, col solo scopo di litigare. 
Spesso queste persone vengono quindi "bannate"; da "bannare", bloccare una persona e non dare più la possibilità di partecipare alla discussione o accedere ad un sito. 
Perché queste persone non sanno "chattare", non sanno scrivere in modo tranquillo in una chat. 
Scopriamo quindi che la lingua italiana si arricchisce di verbi che vengono dalla lingua inglese ma che si pronunciano e declinano secondo le regole della grammatica italiana e trovano spazio nei nuovi dizionari.
"Spoiler": intese come anticipazioni di parti importanti di un film o di un libro che potrebbero rovinare il finale al nuovo spettatore o lettore.

Come ultima nota divertente, vorrei spiegarvi la scena in macchina, sulla Fiat Panda, quando Eros Ramazzotti dice a Rovazzi che non gli serve la sua voce perché gli basta una molletta da bucato (la classica molletta che si usa per stendere i vestiti bagnati). 
È una cosa molto ironica poiché Eros ha una voce molto nasale e tante persone pensano di poterlo imitare, chiudendo semplicemente il naso con una molletta. 

Una canzone/film molto ironica quindi, ma anche interessante e con qualche spunto di riflessione sulla ricerca dei "15 minuti di popolarità attraverso modelli sbagliati e social network".
Buon ascolto, ma questa volta anche.... Buona visione! 




Ecco il testo della canzone e il link per ascolarlahttps://youtu.be/qwezlIJXMqo



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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di ........
Takagi&Ketra ft. Arisa e Lorenzo Fragola - "L'esercito del selfie"




Un tuffo tra passato e presente con questa simpaticissima canzone dal sapore fresco ed estivo, prodotta dal duo Takagi & Ketra (Alessandro Merli e Fabio Clemente) e cantata da Arisa e Lorenzo Fragola.
In un'ambientazione in stile anni '60, Pippo Baudo (uno dei più famosi presentatori TV italiani), ci presenta "l'esercito del selfie"; l'esercito di tutte quelle persone che passano molto tempo col telefono in mano tra social e selfie, preferendo spesso i contatti virtuali a quelli reali.
Una musica anni '60 con un remix in chiave moderna e un testo molto attuale, per dare vita ad una canzone che ci fa riflettere col sorriso sulle labbra.

Vediamo adesso le espressioni che questo testo ci regala:
"Hai presente..": "avere presente" significa ricordare; aver capito di cosa o di chi si sta parlando. 

Per esempio:
  • Hai presente quella moto con 4 ruote che può andare sulla spiaggia?
  • Intendi il Quad?
  • Sì, esatto!
oppure....
  • Hai presente Giovanni, l'amico di Claudia?
  • Sì sì, lo conosco, mi ricordo di lui.

"Intendo...": il verbo "intendere può avere diversi significati in base al contesto. Nel caso della nostra canzone significa "voglio dire". Ma può significare anche "capire" o nella sua forma riflessiva "capirsi".

Esempi:
  • Hai presente il "Concorde"? Intendo quell'aereo da trasporto francese che era molto veloce. (Intendo... Voglio dire/Parlo di).
  • Io e te non ci intendiamo. (Io e te non ci capiamo/tra di noi non c'è intesa).

"Profumare di marcio": marcio significa "in stato di decomposizione" e quindi, per i cibi, non più buono da mangiare e che magari fa cattivo odore ma che forse esteriormente sembra normale. Una persona che "profuma di marcio" quindi, non significa ovviamente che fa cattivo odore e che non si lava, ma che esteriormente sembra normale ma forse dentro ha qualche idea strana. In questo caso viene usato il verbo "profumare" che di solito si usa per gli odori buoni. Ma questa espressione trova anche un'altra forma con "puzzare di marcio". Infatti "puzzare" significa fare un cattivo odore. 

Esempio:
  • Oggi è venuta da me Maria, facendo la simpatica e come se fossimo amici, ma non mi cerca mai e di solito quando mi vede nemmeno mi saluta. Questa cosa mi puzza di marcio! Secondo me deve chiedermi un favore.

"Non c'è campo": si usa dire quando in una zona non c'è la copertura della rete telefonica. 

"In carne ed ossa": significa nella realtà. In carne ed ossa appunto.

"Mi manchi": la costruzione di questo verbo è un po' particolare in italiano rispetto ad altre lingue. Dobbiamo infatti usare i pronomi indiretti per indicare "a chi?", ma scegliere la forma del verbo in base alla persona "io, tu, lui..."

Esempio:
  • Mi manchi! = TU manchi (seconda persona singolare) A ME!
  • Ti manco? = IO manco (prima persona singolare) A TE? 
  • Mi manca l'Italia! = L'ITALIA manca (terza persona singolare perché LEI) A ME!
In modo totalmente diverso dalla lingua inglese per esempio (in cui "I miss you" significa "mi manchi") e per questo motivo difficile qualche volta da capire in italiano.

Alla fine del video, torna Pippo Baudo che ci dice: "il tormentone l'ho inventato io".
Il "tormentone", spesso "tormentone estivo", è una canzone che per tutta l'estate si sente ovunque e viene continuamente trasmessa da tutte le radio. Dal verbo "tormentare", cioè sentire così tante volte da diventare insopportabile. 

Per finire, i due ragazzi che vedete alla fine del video mentre puliscono lo studio, sono in realtà Takagi & Ketra, i due bravissimi produttori che hanno composto questa e altre canzoni molto ascoltate in Italia, soprattutto dalle nuove generazioni. 




Ecco il testo della canzone e il link per ascolarlahttps://youtu.be/FQkaH5ppFek




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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di ........
Simone Cristicchi - "Meno male"





Ritmo, ritmo, ritmo, in questa divertente canzone di Simone Cristicchi, critico nei confronti di quella Italia che non trova interesse ai problemi e ai fatti importanti che succedono, ma preferisce guardare le bellezze del proprio Paese senza troppe preoccupazioni. In questo caso, il nome scelto da Cristicchi per rappresentare la bellezza è Carla Bruni, famosa modella italiana, conosciuta anche per il suo matrimonio con Nicolas Sarcozy (ex presidente della Francia. Ecco perché l'accenno nel testo della canzone). 
Ma a parte l'aspetto critico ad un tipo di atteggiamento italiano, il testo ci dà la possibilità di imparare un'espressione molto popolare italiana che difficilmente si potrebbe spiegare con una traduzione letterale: "meno male!".
"Meno male" significa infatti "per fortuna/fortunatamente";
Esempio:
  • Ieri la macchina si è chiusa con le chiavi dentro. Meno male che ero vicino casa ed ho potuto prendere la seconda chiave, altrimenti sarebbe stato un problema!

Impariamo anche "c'è", dal verbo "esserci" (verbo "essere" con la particella "ci" che indica luogo) usato in italiano per dire "in questo posto è qualcosa".
Esempio:
  • In questa stanza c'è il tavolo. (Non possiamo infatti dire "è il tavolo" perché questo si trova in un luogo).
  • Nel cielo "ci sono" le nuvole. (Al plurale diciamo "ci sono").

Un'altra espressione interessante che troviamo è: "godersi in pace le vacanze...";      
Usiamo "in pace" per dire "tranquillo/tranquillamente, senza fastidi".
Esempio:
  • Oggi voglio stare in pace! (Voglio stare tranquillo).
  • Lasciami in pace! (Lasciami tranquillo, non disturbarmi).

Nella parte finale del testo troviamo invece il verbo "prendersela". Questo è uno dei verbi pronominali, ricavato dal verbo "prendere" nella sua forma riflessiva, più il pronome "la". Ma mettendo da parte la grammatica, "prendersela" significa "dare la colpa a qualcuno"; "accusare qualcuno di qualcosa".
Esempio: 
  • Io me la prendo con te! (Io do la colpa a te! È colpa tua!)
  • Quando in classe c'è confusione, l'insegnante se la prende sempre con me! (l'insegnante dà sempre la colpa a me).

Ancora due curiosità: il "Gioca jouer" è una canzone/ballo di gruppo di qualche hanno fa, portata nelle discoteche italiane dal dj Claudio Cecchetto (da ascoltare per chi vuole imparare un po' di verbi italiani).

"Se sbaglio mi corrigerete" è invece una famosissima frase detta da Papa Giovanni Paolo II (Papa Wojtyla), nel suo discorso di presentazione alla nazione quando fu eletto Papa, che in questo modo dimostrò fin dal primo momento, la sua immensa simpatia, senso dell'umorismo, semplicità e vicinanza alle persone (sapeva benissimo infatti che la forma giusta del verbo "correggere" al futuro semplice è "corregerete").




Ecco il testo della canzone e il link per ascolarlahttps://youtu.be/DbLSTXLr8rM




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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di ........
Lo stato sociale - "Una vita in vacanza"





Dopo aver parlato di diversi aspetti dell'Italia, questa settimana torniamo a parlare di lingua italiana; e lo facciamo con una canzone che sicuramente vi farà cantare e ballare. Essendo tempo di vacanze (che durano sempre troppo poco), perché non pensare quindi ad una vita in vacanza? 
Il gruppo "Lo stato sociale", ci propone proprio questo, facendo un elenco di professioni e chiedendoci perché facciamo, il lavoro che facciamo. 
Si, perché nella lingua italiana si usa spesso il verbo "fare" per dire "svolgere una professione".
Ecco perché diciamo: fare il cameriere, fare l'assicuratore, fare il poliziotto...
Il verbo "fare" è molto importante in italiano, perché viene usato anche in molte altre espressioni che non vengono espresse con un loro verbo:
  • fare la spesa (non si può dire "spesare" per esprimere la stessa attività)
  • fare ginnastica (non si dice "ginnasticare")
  • fare una doccia (non si dice "docciare")
  • fare un bagno (il verbo "bagnare" esiste, ma esprime un'attività diversa)
  • fare colazione (non si dice "colazionare", ma si usa "pranzare" per il pranzo e "cenare" per la cena)
e molte altre.

Nel testo troviamo altre attività che invece non si "fanno", ma sono una condizione sociale, come "il ricco di famiglia", "il disoccupato" o "il figlio d'arte" (si chiama così un figlio che fa lo stesso lavoro del padre, più spesso usato per attività artistiche come il cantante o l'attore, per esempio). In questo caso si dovrebbe dire infatti "essere ricco di famiglia", "essere disoccupato" o "essere figlio d'arte", ma il testo gioca un po' con queste e altre attività. Come anche "il ladro", che sicuramente non è una professione, come non lo è "il derubato". 
Approfittiamo quindi di questa canzone per imparare alcune professioni e condizioni sociali in italiano. Il video inoltre ci aiuta a capire, perché ci mostra una "sfilata di lavoratori" in chiave ironica, qualche volta nei loro tipici abbigliamenti. 
E mi raccomando, non dimenticate di cantare!!!




Ecco il testo della canzone e il link per ascolarlahttps://youtu.be/eUZdR0G20Qs



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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di ........
Giorgio Gaber - "La strana famiglia"



Le canzoni qualche volta hanno la capacità di descrivere una nazione in determinati periodi storici e ci sono artisti che sono riusciti in modo particolare in questo intento. È il caso di Giorgio Gaber, che con le sue canzoni ha raccontato l'Italia nei suoi vari aspetti, in modo critico ma anche molto ironico. 
In questa canzone Gaber, ci presenta (con fantasia) la sua famiglia; in realtà una famiglia italiana di metà anni '80, travolta dai programmi televisivi proposti da RAI (la tv di stato) e Mediaset (tv di Berlusconi).
Troviamo così nel testo, personaggi come Sandra Milo, Maurizio Costanzo, Alberto Castagna, Giuliano Ferrara e Mino Damato e programmi televisivi come "C'eravamo tanto amati", "Chi l'ha visto", "Telefono giallo", "Speciale Rapimenti", "Maurizio Costanzo show", "Un giorno in pretura", che nel bene e nel male, sono stati protagonisti dell'Italia di quel periodo, rimanendo molto popolari ancora oggi. 
Un viaggio quindi, in cui Gaber con ironia un po' amara, ci racconta una televisione povera di cultura e informazione utile e ricca di storie personali usate al solo scopo di fare audience, per scoprire cosa la famiglia italiana media, guardava in tv negli anni '80/'90. 
Ascoltando la storia di questa "strana famiglia", vorrei quindi stimolare la vostra curiosità, suggerendo di cercare più informazioni su questi personaggi e programmi che, nonostante non siano rappresentativi per l'Italia, sono stati parte di un periodo italiano passato ma ancora molto attuale.
Inoltre, questa ricerca vi aiuterà poi a capire l'ironia di Gaber, permettendovi di ridere insieme a lui.





Ecco il testo della canzone e il link per ascolarlahttps://youtu.be/a7uj-fK8gZk



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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di ........
Carl Brave ft. Francesca Michielin e Fabri Fibra - "Fotografia"




Carl Brave (Carlo Luigi Coraggio), con Francesca Michielin e Fabri Fibra (Fabrizio Tarducci), ci presentano questa bella canzone, ricca di espressioni della lingua italiana  parlata e di curiosità su oggetti e personaggi molto popolari in Italia. Nella canzone è presente anche qualche espressione tipica romana che proveremo a capire. 
Molto interessante e divertente anche il video della canzone, nel quale i tre cantanti appaiono come personaggi animati in stile Simpson, mentre cantano su ponte Sant'Angelo, davanti a Castel Sant'Angelo a Roma. Poiché l'animazione del video ci propone anche molte delle parole inserite nel testo, ci risulterà semplice imparare nuove parole come "quadrifoglio", "quercia", "bonsai", ecc.

Andiamo a scoprire quindi le espressioni interessanti e le altre curiosità presenti nel testo:
  • Fare M'ama, non m'ama: solitamente con un fiore (una margherita), si usa staccare i petali ad uno ad uno, pensando ad una persona e dicendo appunto "Mi ama, non mi ama..", fino a staccare l'ultimo petalo e scoprire "la verità". 
  • mo' : espressione romana che significa "ora - adesso".
  • pare: sinonimo di "sembrare".
  • a notte fonda: a notte inoltrata; molto tardi (le 3 o le 4 di notte).
  • tuffarsi a bomba: buttarsi in acqua tenendo le gambe piegate e strette al petto, così da creare un'esplosione d'acqua, appunto come una bomba.
  • un amico che si apre: un amico che si confida con noi. Che parla con noi in modo sincero. (Aprirsi, significa appunto parlare sinceramente di qualcosa di personale).
  • Essere una tomba: tenere un segreto. Non parlare con nessuno di una cosa che un amico ci ha detto.
  • TIM informa: "TIM" è una delle principali compagnie di telefonia mobile e internet italiane. Quando il telefono della persona chiamata è spento, sentiamo un messaggio automatico: "Tim informa, che la persona da Lei chiamata, non è al momento raggiungibile".
  • Alberto Tomba: uno dei più famosi sciatori italiani.
  • Suora tua: espressione tipicamente romana, per allontanare la sfortuna.
  • Bella Bro: un saluto tra i giovani (Bro - Brother; Come dire "ciao fratello).
  • Non si campa d'aria: campare significa vivere; quindi: non si vive d'aria.
  • ti dico "ciao", sopra ad un Ciao: il "Ciao", era un motorino (scooter) molto usato anni fa in Italia. Ecco il gioco di parole quindi: "dire ciao, sopra ad un Ciao".
  • Smezzare: fare a metà. Quindi Smezzare una pizza margherita, significa mangiarla metà ciascuno.
  • Tenere sotto controllo: controllare - stare attenti a qualcosa. 
  • Faccina: si chiamano così in italiano, gli "emoticon" che inseriamo nei messaggi.
  • Chissene frega: è una trasformazione contratta di "Chi se ne frega" - "A chi importa questa cosa?". 
  • Il 3310: un cellulare molto usato anni fa tra i giovani.
  • Il Polaretto: un gelato (ghiacciolo) molto popolare in Italia.
  • A vuoto: fallito; non andato a buon fine.



Ecco il testo della canzone e il link per ascolarlahttps://youtu.be/m2mfY9Ku0jI



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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di ........
Mudimbi - "Il Mago"




"Come va?" - "Tutto bene!" 
È questa una delle domande più classiche usata dagli italiani, per iniziare a dialogare subito dopo il saluto. Di solito la risposta è altrettanto classica: "Tutto bene, grazie. E tu?". È normale che non sempre "va tutto bene". Ma la persona che ci fa la domanda, non vuole veramente sapere come va la nostra vita e anzi, non si aspetta una risposta diversa, del tipo: "va molto male....malissimo"! Questo andrebbe fuori dalla forma standard e cambierebbe tutte le premesse, perché sarebbe costretto a chiedere: "Perchè? Cosa è successo?"; e tu saresti costretto a raccontare la tua vita. 
Tutto questo per dire, che la lingua italiana qualche volta è un piccolo teatro fatto di frasi standard, che ci danno però la possibilità di aprire un dialogo verso una, o verso un'altra direzione.
In questa canzone, musicalmente molto divertente, Mudimbi vorrebbe quasi cambiare questa forma standard, perché anche il mondo è un po' cambiato e le persone ti guardano male (diventano sospettose), se non hai problemi. Ma in realtà la canzone è un inno alla felicità e alla capacità di sorridere, anche quando le cose vanno male e di rispondere con un sorriso: "Tutto bene , grazie! E tu?".

Altre espressioni interessanti in questa canzone sono: 
Essere all'osso - non avere più niente.
La dolce metà - la fidanzata o la moglie.
Vedere il bicchiere mezzo pieno - essere ottimista.
Mettere/essere alle strette - non avere vie d'uscita/non avere altre possibilità.




Ecco il testo della canzone e il link per ascolarlahttps://youtu.be/Df66-GLnZuI


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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di ........
Luciano Ligabue - "Made in Italy"


In questa canzone, Ligabue ci accompagna in un viaggio attraverso l'Italia da nord a sud. Lo fa con un testo capace di raccontare alcune caratteristiche (positive e negative) del nostro amato Paese e di alcune delle città più famose. La musica è accompagnata da un video molto divertente, in cui sono presenti alcuni simboli di queste città. Tra i tanti: il Duomo di Milano e la Galleria Vittorio Emanuele, con i vigili urbani che ci danno il benvenuto nelle loro tipiche uniformi, la fontanella con lo scudo crociato (simbolo del comune di Milano) e la "Madonnina" (la statua d'oro che si trova proprio in cima al Duomo); La stazione di Bologna, famosa purtroppo per la bomba esplosa il 2 Agosto 1980, con il suo orologio fermo alle 10:25, in memoria del momento della strage. La venere di Botticelli, simbolo dell'arte a Firenze e il Duomo; il Colosseo e il Papa, immersi nel traffico di Roma; Pulcinella, la maschera di carnevale tipica di Napoli con l'arte dei presepi di San Gregorio Armeno e il "corno rosso", che simboleggia la scaramanzia tipica dei napoletani; la ruota panoramica sul lungomare di Bari; la Trinacria, simbolo della Sicilia. Divertitevi quindi a trovarli tutti, mettendo così alla prova la vostra conoscenza di questo paese, pieno di cose belle per le quali gioire, ma anche di contraddizioni e difetti che "fanno male al cuore", come canta lo stesso Ligabue.


Ecco il testo della canzone e il link per ascoltarlahttps://youtu.be/NcEQmZuAsMk


Milano ci accoglie a braccia conserte
Un mezzo sorriso d’Europa
Bologna ha nel cuore una vecchia stazione
e canzoni d’amore del dopo

Venezia che affonda, bellezza che abbonda
Abbonda a Torino il mistero
In centro a Firenze una tipa che danza
e celebra la primavera

C’è un treno che non ferma mai, non cambia mai, non smette mai
È un treno che non è mai stato una volta in orario
Tutte queste vite qui

Qui nel made in Italy
Quel po’ di male al cuore

E Roma si spacca e si ricompone
Non è come noi la pensiamo
C’è un vecchio barbone che ci offre da bere
Poi ride per quelli che siamo

E Napoli è un’isola sempre e per sempre
E tu che mi abbracci più forte
Mi chiedi di cosa siamo composti
Che tanto sai già la risposta

C’è un treno che non ferma mai, non cambia mai, non smette mai
È un treno che non è mai stato una volta in orario
Tutte queste vite qui

Qui nel made in Italy
Sotto queste lune qui
Tutti made in Italy
Belli come il sole

E Bari e a Palermo fra cielo ed inferno
Non sempre puoi fare una scelta
Il mare che spinge, la costa che stringe
L’insegna, c’era una volta

È un treno che non ferma mai, non cambia mai, non smette mai
È un treno che non è mai stato una volta in orario
Tutte queste vite qui

Qui nel Made in Italy
Sotto queste lune, qui
Tutti made in Italy
Belli come il sole






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Giunti alla fine del corso "Italiano con la musica", è stato chiesto alle studentesse di realizzare il testo di una canzone seguendo un argomento scelto insieme ed utilizzando sia le conoscenze personali che le conoscenze acquisite durante il corso. Il risultato è questo bellissimo testo in cui ogni studentessa ha scritto la propria strofa, cercando le parole più adatte per esprimere la propria emozione. 
In accordo con le autrici, questo testo verrà perfezionato dall'insegnante e inserito in musica.
Complimenti e grazie alle studentesse del corso!! (Davide)


Ricordo il villaggio, la strada che ho percorso prima,
Ricordo il ponte mentre lo attraversavo ancora,
Sembra che le montagne e i fiumi siano in attesa,
Il paesaggio mi chiama e tutte le avversità vanno via
(Anita Z.)

Dimmi perché in questo piccolo mondo
Dobbiamo viaggiare, volare mille miglia
Per trovare il paese migliore, il paese dei sogni 
Quel posto dove sentirsi a casa, in cui sentirci noi stessi
(Agnese U.)

Quando alle spalle è una giornata pesante, viaggio in un sogno.
Volo sopra la campagna e il bosco, viaggio lì dove vorrei arrivare in realtà
sulle montagne vicino al mare...

E arriva il giorno in cui sto lì 
e il sole splende nei miei occhi!
Ecco perché, sono necessari anche i giorni difficili!
Così che il viaggio é felicitá e piacere!
Questo é ciò che so per certo!
(Inguna S.)

In una sera d'agosto
Quando l'aria profuma di dolce frutta e fiori
Entro per caso nella piccola chiesa
che sulla collina giace distesa
Una vista mozzafiato mi lascia stordita
Il profumo e la bellezza dei bianchi gigli
Il dolce ricordo della festa della vita
(Anita T.)



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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di.........
Mina - "Tintarella di luna".
 

Questa settimana mi è stata suggerita questa canzone e io ve la propongo con molto piacere, perché parliamo di una cantante simbolo dell'Italia e probabilmente una delle cantanti più brave al mondo: Mina. La canzone che ascolteremo è perfetta per l'estate, perché parla di abbronzatura o meglio, di "tintarella"! Questa parola arriva infatti da "tinta" che è sinonimo di colore; Prendere la tintarella sotto il sole, significa infatti prendere colore, "abbronzarsi" appunto (di colore come il bronzo). In italiano usiamo anche l'espressione "prendere il sole", che chiaramente non significa prenderlo fisicamente con le mani ma prenderlo sulla pelle. Capita quindi, come dice la canzone, di diventare un po' "paonazzi" (o "pavonazzo" da pavone), di colore rosso-violaceo come le penne di questo uccello, qualche volta anche a "chiazze", con le macchie rosse.

Ma in questa canzone si parla di una ragazza che non prende il sole ma preferisce "prendere la luna"! Sta tutte le notti sopra i tetti e diventa "candida", bianca come il latte. È una canzone molto divertente e trascinante! Nonostante sia degli anni '60, non smette mai di piacere e non si può fare a meno di cantarla!

Andiamo al mare a prendere la tintarella quindi, ma attenti a non diventare paonazzi! 😉
Buon divertimento e buon ascolto!


Ecco il testo della canzone e il link per ascoltarlahttps://youtu.be/2_XqNDSeob0




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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di......

Daniele Silvestri - " Le cose in comune".




Avete mai pensato di contare le cose che avete in comune con il vostro partner, con un vostro amico/amica o con qualsiasi altra persona? I punti in comune, cioè le cose che piacciono o che non piacciono, alcune caratteristiche fisiche magari o ancora qualche esperienza vissuta allo stesso modo. Ecco, Daniele Silvestri lo ha fatto e lo ha messo in musica, creando così una canzone molto particolare e divertente, oltre che musicalmente raffinata e piacevole.


Nel testo della canzone troviamo tante parole legate alle parti del corpo, cercate di trovarle tutte. Inoltre impariamo un'espressione nuova: "Ma dai! Pure tu sei degli anni '60!". In italiano usiamo dire "ma dai" per esprimere sorpresa quando riceviamo una notizia nuova ed inaspettata. Ma lo usiamo anche in modo ironico, quando una persona ci dice una cosa ovvia e banale che sapevamo già e che non era necessario dire. In questo caso l'intonazione cambia per sottolineare l'ironia:


- Sai che gli aerei volano?

- Ma dai!!!! Non lo sapevo! Grazie per avermelo detto!


Scegliete quindi una tra le persone a voi più vicine e cercate i punti in comune! Ovviamente per completare il gioco sarebbe bello fare un elenco scritto, chiaramente in italiano 😉.

Buon divertimento!



Ecco il testo della canzone e il link per ascoltarla: https://youtu.be/u9bB1FKa8LI





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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di......
Giorgio Gaber - "Destra Sinistra" (versione di Marco Mengoni).


Cosa è la destra? E cosa è la sinistra? È chiaro che sono due parole che indicano direzione. In Italia però, queste parole non significano solo questo, ma hanno anche un significato politico. Essere infatti "di destra" o "di sinistra", significa avere delle opinioni su diversi argomenti della vita, che sono più in linea con una parte politica o con l'altra. Anche il modo di vestire, può essere più di destra o di sinistra e così tante altre cose.

Una volta la differenza tra queste due parti politiche era molto più evidente mentre oggi tutto è diventato più confuso e anche chi si dice di destra ha opinioni di sinistra e viceversa.

Con questa canzone, Giorgio Gaber nel 1994 ci raccontava in modo ironico, cosa è di destra e cosa di sinistra. E cosa è "l'ideologia", cioè "affermare un pensiero è il suo perché". Oggi noi ascolteremo una versione rifatta da Marco Mengoni in chiave moderna. È una canzone divertente, che ci da la possibilità di capire un po' di più della cultura politica italiana ma anche di arricchire il nostro vocabolario.

Buon ascolto e buon divertimento!


Ecco il testo della canzone e il link per ascoltarla: https://youtu.be/2_yq5Znrt2Q


Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra
tutti i film che fanno oggi son di destra
se annoiano son di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra
il concerto nello stadio è di sinistra
i prezzi sono un po' di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
I collant son quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra
la pisciata in compagnia è di sinistra
il cesso è sempre in fondo a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
sono di merda più che sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa, dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra
se la cioccolata svizzera è di destra
la Nutella è ancora di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il pensiero liberale è di destra
ora è buono anche per la sinistra
non si sa se la fortuna sia di destra
la sfiga è sempre di sinistra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è, se c'é chissà dov'é.

Tutto il vecchio moralismo è di sinistra
la mancanza di morale è a destra
anche il Papa ultimamente è un po' a sinistra
è il demonio che ora è andato a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
La risposta delle masse è di sinistra
con un lieve cedimento a destra
son sicuro che il bastardo è di sinistra
il figlio di puttana è a destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...
Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.
Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.



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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di......
Edoardo Bennato - "Italiani".



Questa settimana facciamo il pieno di aggettivi, con questa canzone di Edoardo Bennato. La canzone e' stata scritta in occasione dell'anniversario dei 150 anni dell'Unita' d'Italia (celebrati il 17 Marzo 2011) e racconta un po' come siamo, come ci vedono all'estero, cosa "dicono di noi...". Nel testo troviamo quindi molto aggettivi, alcuni conosciuti e altri meno, come ad esempio "cialtroni" (persona arrogante e poco seria); oppure aggettivi come "terroni" (cosi' le persone del nord Italia chiamano le persone del sud Italia. Al contrario, le persone del nord sono "polentoni" per chi e' del sud); troviamo ancora "canzonettari" (persone che si dedicano alle canzonette, alla musica leggera). In questo testo troviamo anche un po' di storia, con i Guelfi e i Ghibellini, le nostre battaglie interne e l'orgoglio di essere piemontese, napoletano, piuttosto che di un'altra regione. Un testo che ci racconta quindi, con i nostri pregi e difetti ma ........ "fortunatamente italiani". 

Anche questa volta vi propongo un gioco da fare col video della canzone: appaiono foto di diversi personaggi famosi italiani, storici, politici, del cinema e dello spettacolo. Quanti e quali conoscete tra questi? (Per un piccolo aiuto potete leggere i commenti sotto al video).
E voi invece, cosa dite di noi italiani? Provate a trovare tre aggettivi per descriverci.
Buon ascolto e buon divertimento a tutti!


Ecco il testo della canzone e il link per ascoltarla: https://youtu.be/Al-_l_tXxPg



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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di......
Samuele Bersani - "Chiamami Napoleone".


Le canzoni certe volte raccontano la situazione attuale di un Paese e riescono quasi a dipingere un quadro e racchiudere in esso molte piu' cose di quante se ne potrebbero raccontare. E' il caso di questa canzone, in cui Samuele Bersani ci racconta l'Italia di oggi, con la sua bellezza ma anche con i tanti problemi, un contrasto che emerge proprio nel video della canzone e che ritroviamo nel testo quando lo stesso Bersani canta di "uno stivale ridotto a pantofola".

Nel testo (e nel video, in modo animato), sono presenti molti personaggi famosi che hanno reso celebre l'Italia. Se volete fare un gioco, potreste provare a cercare questi nomi e leggerne le storie, per conoscere cose' un po' di piu' della cultura italiana.

Un'altra cosa interessante del testo e' il lessico intorno al verbo "chiamare", che noi italiani usiamo anche con il significato di "telefonare". Troviamo infatti espressioni come "rispondere al telefono", "aspettare un messaggio privato", "avere (un numero) in memoria" e "trovare occupato".

Infine, divertitevi mentre guardate il video della canzone, a capire a cosa si riferiscono tutte le immagini che vedrete, tra fatti di cronaca, pitture, monumenti e paesaggi. Provate per gioco, a dare un nome a tutte queste immagini.

Buon divertimento!



Ecco il testo della canzone e il link per ascoltarla: https://www.youtube.com/watch?v=YCqlnnNZrD4




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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di ........
Fedez & J-AX - "Vorrei ma non posto"



Questa settimana vorrei parlarvi di alcune parole molto usate nella lingua italiana, che derivano però da lingue straniere, più spesso dall'inglese, ma vengono a volte "italianizzate" fino a formare anche dei nuovi verbi con la loro coniugazione e che hanno ormai un posto nei nuovi dizionari; uno "slang" tutto italiano quindi!
Ecco che nascono così, verbi come postare (inserire un post su facebook), chattare (scrivere in chat), taggare (segnalare con un tag, una persona in una fotografia), twittare (partecipare ad una conversazione su Twitter), googlare (fare una ricerca su google), bannare (bloccare l'accesso ad un utente che non ha rispettato le regole) e ancora molti altri. Sono verbi che qualche volta vanno contro le regole della grammatica italiana sia scritta che parlata.
Per farlo, ho scelto una canzone molto attuale che usa un linguaggio comune tra i giovani (ma non solo) e che parla anche di un problema comune dei giovani (ma non solo): l'uso esagerato dello smartphone e dei social network. Ecco il perché del titolo "vorrei ma non posto" (dal verbo postare appunto), che gioca con la frase più comune "vorrei ma non posso". Nel testo ci sono altre parole straniere molto usate, come pardon (dal francese, chiedere pardon - chiedere scusa) e bon ton (le buone maniere). E troviamo anche un proverbio: "il mattino ha l'oro in bocca"; significa che è meglio sfruttare le ore del mattino perché la mente è più fresca e i risultati nel lavoro o nello studio saranno migliori.
Buon ascolto!


Ecco il testo della canzone e il link per ascoltarla: https://youtu.be/yKT_euhimTk



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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di.......
Raphael Gualazzi - "L'estate di John Wayne"


Questa settimana ho scelto per voi una canzone dal sapore leggero e spensierato, che con la melodia e le parole vorrebbe ritornare indietro nel tempo, all'Italia di qualche anno fa. Raphael Gualazzi, che forse conoscete dall'Eurovision Song Contest 2011, ci racconta di un'Italia che forse non c'è più, inserendo nel testo personaggi italiani e stranieri, molto popolari e seguiti a quei tempi, come Fellini e Pertini, ma anche John Travolta, Andy Warhol e le sue banane, Lupin e John Wayne. Una fotografia di un'Italia passata, un po' di storia della cultura italiana di qualche anno fa, che non nasconde un po' di malinconia.

Ma c'è spazio anche per la leggerezza e spensieratezza, con "la voglia di cantare, di gridare, di ballare in riva al mare". È questa l'espressione che impareremo oggi: Avere voglia di... È così che in italiano esprimiamo un desiderio. "Ho voglia di....andare al cinema"; "Ho voglia di....un gelato". C'era anche una pubblicità di cioccolatini molto popolare, con questa espressione, "...ho voglia di...qualcosa di buono..."; Mi ricordo che in Italia c'era anche un po' di ironia su questo spot :).

Con questa canzone ripassiamo anche il futuro semplice, perchè come canta Raphael Gualazzi, forse tutto questo tornerà

Buon divertimento quindi e buona musica a tutti!


Ecco il testo della canzone e il link per ascoltarla: https://youtu.be/2CZUY-bV0V0






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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di........
Zero Assoluto - "Per dimenticare".




Continuiamo il nostro viaggio musicale con una canzone che racconta una storia d'amore finita male, ma che riesce con il suo ritmo a trasmettere comunque un senso di serenità, dinamicità e un senso di movimento. Perché la vita è un viaggio bellissimo che ci regala sempre una nuova avventura, e anche quando le cose non vanno come avevamo sperato, dobbiamo solo ripartire.

Questa canzone ci da la possibilità di ripassare l'uso di diversi tempi dei verbi e delle preposizioni A, DI, PER. Prima di lasciarvi all'ascolto della canzone e alla lettura del testo, voglio sottolinearvi un verbo particolare per la sua struttura: "farcela". Fa parte della famiglia dei verbi idiomatici, ed è formato dal verbo "fare" più la particella CI e il pronome LA.

Questi verbi infatti, si coniugano con uno o due pronomi o particelle pronominali, che cambiano il significato originale del verbo.

Il verbo "farcela", significa "riuscire a fare qualcosa", "riuscire a raggiungere un obiettivo". Per esempio: "è  stato difficile ma alla fine ce l'ho fatta!"; "ce la fai da solo oppure hai bisogno di una mano?". Una frase molto comune è: "non ce la faccio più!", ovvero "sono troppo stanco, basta!".
Altri verbi idiomatici sono: Avercela, aspettarsela, cavarsela, bersela, ecc.
Buon divertimento!



Ecco il testo della canzone e il link per ascoltarla: https://www.youtube.com/watch?v=6I_gY_fyY_8



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Questa settimana passeggiamo tra le pause e le note di ........
Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti - "Il più grande spettacolo dopo il big bang".



Ho pensato di iniziare con qualcosa capace di dare la carica e credo che questa sia la canzone giusta! Si tratta di una canzone che vi sorprenderà, perché parla d'amore ma lo fa con energia e con un ritmo martellante, come un cuore innamorato che non può semplicemente battere, ma deve ballare, saltare e gridare la propria energia. 

Il testo è molto ricco e ci permette di ripassare pronomi, verbi, imparare parole nuove e allenarci alla comprensione. Nel testo è anche presente un'espressione particolare che si ripete moltissime volte e per questo motivo sarà difficile da dimenticare: "altro che..."; 

Attenzione, perché in italiano esiste "Altroché!" e "Altro che"; le due espressioni hanno significato diverso.
La prima significa "Certamente", "Sicuramente":
Es: A - Ti piace la pizza? 
      B - Altroché! Mi piace moltissimo, certo!
La seconda espressione invece, significa quasi il contrario, significa preferire una cosa rispetto ad un'altra:
Es: A - Ti piace il pesce? 
      B - Altro che pesce, a me piace la carne! È molto più buona!

Preparatevi a saltare a ritmo di musica quindi e buon divertimento!





Ecco il testo della canzone e il link per ascoltarla: https://youtu.be/RruDYGIx1Ak

Fate attenzione a tutti i pronomi (pronomi personali soggetto e complemento; pronomi riflessivi; pronomi diretti e indiretti), ai verbi e ai verbi con pronome. E ovviamente all'espressione "Altro che....", fondamentale per capire il messaggio d'amore della canzone: 

Il più grande spettacolo dopo il big bang, siamo io e te, altro che..... tutto il resto!

Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi, io e te

Ho preso la chitarra senza saper suonare
Volevo dirtelo, adesso stai a sentire
Non ti confondere prima di andartene
Devi sapere che...

Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi, io e te

Altro che il luna park, altro che il cinema
Altro che internet, altro che l'opera
Altro che il Vaticano, altro che Superman
Altro che chiacchiere

Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi, io e te

Io e te
Che ci abbracciamo forte
Io e te, io e te
Che ci sbattiamo porte
Io e te, io e te
Che andiamo contro vento
Io e te, io e te
Che stiamo in movimento
Io e te, io e te
Che abbiamo fatto un sogno

Che volavamo insieme
Che abbiamo fatto tutto
E tutto c'è da fare
Che siamo ancora in piedi
In mezzo a questa strada
Io e te, io e te, io e te

Altro che musica, altro che il Colosseo
Altro che America, altro che l'ecstasy
Altro che nevica, altro che Rolling Stones
Altro che football, football

Altro che Lady Gaga, altro che oceani
Altro che argento e oro, altro che il sabato
Altro che le astronavi, altro che la tv
Altro che chiacchiere

Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi, io e te

Che abbiamo fatto a pugni
Io e te, io e te
Fino a volersi bene
Io e te, io e te
Che andiamo alla deriva
Io e te, io e te
Nella corrente, io e te

Che attraversiamo il fuoco
Con un ghiacciolo in mano
Che siamo due puntini
Ma visti da lontano

Che ci aspettiamo il meglio
Come ogni primavera
Io e te, io e te, io e te

Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang
Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi, io e te

Ho preso la chitarra senza saper suonare
E' bello vivere, anche se si sta male
Volevo dirtelo perché ce l'ho nel cuore
Son sicurissimo, amore.








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Perché utilizzare la musica per imparare una lingua straniera? I motivi sono diversi. Sicuramente la musica rende qualsiasi impegno più divertente e ci trasmette emozioni positive, così che possiamo cominciare a studiare una nuova lingua in modo rilassato.

Ma ci sono anche motivi pratici, legati al fatto che quando ascoltiamo una canzone, in modo automatico usiamo la nostra memoria per "registrare" la melodia nella nostra mente; e riapriamo quel "cassetto della memoria" ogni volta che vogliamo ricantarla, ritrovando dentro quel "cassetto" non solo la melodia ma anche tutto ciò che la accompagnava. Se la melodia è quindi accompagnata da un testo, la nostra mente ricorderà anche le parole di quel testo, essendo parte di quella melodia. Diventa così molto facile arricchire il proprio vocabolario in breve tempo, poiché specialmente nel caso delle canzoni italiane, il testo di una sola canzone contiene un gran numero di nuove parole.

Ma i lati positivi non finiscono qui! I cantanti italiani sono molti ed ognuno porta con se la propria regione di provenienza. Diventa così possibile ascoltare diversi accenti nel modo di cantare, ma certe volte anche espressioni di una zona d'Italia e un'infinità di vocaboli e sinonimi, regalandoci così una varietà e un allenamento all'ascolto, che difficilmente si trova in altri metodi di studio di una lingua. 

In ultimo, la nostra mente registra anche le emozioni che la melodia ci ha regalato. Ogni canzone diventa così una fotografia, fatta di musica, parole ed emozioni, difficile da dimenticare.

Ovviamente il livello di apprendimento che possiamo raggiungere, dipende da ognuno di noi. Ascoltare molte volte la canzone, aiutarci con un dizionario mentre ascoltiamo e leggiamo il testo, cercare volta per volta di inserire quel significato al contesto e l'aiuto di qualcuno che ci spiega il significato delle frasi più difficili, sono tutti elementi importanti per il risultato che vogliamo raggiungere. Ma la bellezza della musica è che ci lascia liberi di scegliere il nostro punto di arrivo. Come le parole di una famosa canzone italiana, ci da "pause e note in libertà". Forse è per questo che anch'io vivo per lei

Buon divertimento e buon ascolto a tutti!